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Sofia Verucci

Da sempre ho un profondo rapporto con l’Arte, sperimentando in varie forme la mia curiosità. Fin da bambina esprimo me stessa con la poesia, mi sono avvicinata poi alla musica, unendo così Leggi tutto

Ho parallelamente
sempre dipinto ma con cognizione solo in età più matura. Mentre crescevo il rapporto
con l’Arte maturava e subiva cambiamenti. Ho sperimentato molto, soprattutto per
puro piacere.
Ho deciso poi di intraprendere un percorso all’Accademia di Belle Arti di Carrara, che
mi ha portata, nel confrontarmi con realtà differenti dalla mia, a raggiungere una mia
sicurezza interiore.
La corrente surrealista dei primi del ‘900 è la dimensione artistica che maggiormente
mi influenza spingendomi a potenziare la mia energia creativa, un mix di messaggi
onirici, sogni ed inconscio.
La mia creatività è il manifestarsi del mio Io più profondo, che solo attraverso
questo tipo di pittura così intima ed intensa riesce a sprigionarsi e ad esprimerne
tutte le più ampie sfumature, al fine di essere condiviso.
Sogno di poter vivere di quello che amo. La mia vita è da sempre in corsa su due
binari paralleli: ciò che è necessario per la sopravvivenza e l’arte, non ne ho potuto
mai fare a meno, anche se molto faticoso. Credo però che tutto ciò che ho vissuto,
lavori di ogni genere compresi, mi abbiano portata a una maggiore conoscenza della
vita e dell’essere umano, conoscenza che inevitabilmente riverso nelle mie opere.
Sto cercando di concretizzare la mia passione e accordarla con la Vita nonostante la
mia personalità piuttosto riservata porti delle difficoltà. I social in questo non ci
aiutano, avendo la tendenza a far emergere messaggi diversi dai miei.
Nonostante le difficoltà, continuo a creare: che sia una canzone, una storia o un
quadro… Le idee migliori arrivano la sera, nell’attimo prima che sto per
addormentarmi e generalmente riesco a comprendere cosa mi vogliano dire solo
molto più avanti, solo una volta che l’opera è conclusa.
Del mercato dell’Arte mi da’ fastidio che venga trattata come una qualsiasi altra
impresa, anche se sono consapevole che da sempre è così.
Non stiamo vendendo un dentifricio ma opere e generalmente chi ha potere spinge
solo gli artisti che sono già vendibili, rimanendo cosi una ricerca di superficie, lontana
dallo scopo dell’arte stessa che è per me quello di liberarci da zavorre e falsi valori
che la realtà ci impone.
Allo stesso tempo mi danno fastidio quegli artisti che dicono: “È arte quindi è tutto
concesso”. Io qui divento volgare e mi viene da dire: “No il c*zzo.” Serve preparazione,
ricerca e amore soprattutto.

Per questo mi auguro, con trasparenza e onestà, di condividere, con chi né avrà la
curiosità, la mia pittura e la mia visione surreale su ciò che ci circonda.

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